I morti si mettono in viaggio, soli. Hanno valigie da mendicanti.
Su macchine sgangherate percorrono strade incerte.
Fanno il giro della terra. Tornano dopo anni, in un giorno di luce opaca, al mattino.
Attendono davanti alla finestra, perchè è presto per svegliare tutti.
Attendono riposando dentro quella macchina mai vista, che ha viaggiato a lungo.
I morti non parlano. C'è solo la verità. Qualcuno dice: "E' morto, è morto di nuovo."
Nessuno osa uscire per salutarlo. Restano sulla soglia della casa, in attesa.
E' un addio muto, senza conforto.
E' qui per andare via, di nuovo.
Riparte.
Oggi sisterconfusion sta zitta. Questo non è più il mio posto.
Lascio Milano che è triste anche sotto la pioggia, con l'aria inodore.
La solitudine è rimasta dopo il pianto sotto le unghie, sui denti, sulle labbra e gli occhi.
Come il fango dopo aver lottato contro la terra.